Poetica del Commento

 

(Opera di Francesco Tullio Altan)

 

Il voto

E’ tutti convinti andiamo a votare
sperando che il dopo si possa accettare,
ma a chi di politica poco s’intende
la differenza non sembra evidente.

Cambiano i colori,
cambiano le facce,

ma dei tuoi soldi ne perdi le tracce.

Facce da Santi,
parol di conforto,

ma nel frattempo il collo ti han torto!

Mandando lontano i soldi di tutti,
ci hanno ridotti con le facce da lutti.

E mentre in poltrona si fermano a parlare,
tu come gli altri corri a pagare,

ed allo sportello il tuo turno aspetti,
col portafoglio che cade a pezzetti.

“ Di queste tasse ne abbian piene le tasche…!”
si sente a volte un solitarian suono!

Se l’urlo fosse unanime e ruggente,
potrebbe coinvolger un bel po’ di gente,

e visto che tanti fanno la forza,
potremmo cambiare la sorte in borsa.

Ma i furbetti ti san rigirare,
ai soldi in tasca non voglion rinunciare!

Così ogni anno, ti portan a votare
come se questo potesse cambiare,
le sorti d’Italia che lenta scompare.

Se ciò che rimane si vuole salvare,
tutti in galera dobbiamo mandare,

e con i soldi che hanno rubato,
organizzare un bel Colpo di Stato!

Mandando a casuccia chi niente combina,
a fargli pulire cuccetta e latrina.

Recuperando i mille sequestri,
diventeremo celebri e onesti.
Daremo all’Italia ciò che le spetta,
allontanando la gente sospetta.

E quando il Governo sarà sano
potremo finalmente gridar….

“ Sono italiano”.

 

Zurlo Anna Grazia

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