Poetica del Commento

 

 

La strada

 

Ogni mattina indosso la mia pelle…

non ne ho molte nell’armadio, ma ce l’ho, come tutti penso!

Apro la porta e davanti a me, la strada…

Un dedalo di sentieri, vicoli e viali, in ognuno mille bivi,

strisce bianche di scie di vita.

 

Per la strada, come un insetto con occhi composti,

osservo commedie e drammi in una rotatoria di eventi

in cui le parti cambiano istante dopo istante,

comparsa e protagonista, spettatore e autore…

 

Un canovaccio scritto da una moltitudine di mani

e dietro il sipario aperto sulla strada, accanto a flebili fuochi,

calze a rete senza sesso, colore e tempo…

case di cartone e stracci alla ricerca di affetti

legati ad un guinzaglio di spago a più capi…

giovani cuori imprigionati in falsi paradisi e più reali inferni,

combattuti con spade senza gloria

ammantati con onde di acqua salata.

 

Se ti fermi... quelle calze le puoi acquistare a poco,

se ti fermi... conoscerai chi per poco quei  fuochi ha spento,

se ti fermi... vedrai chi con poco spezza i loro cuori!

 

Ed io solo lì, muto spettatore!

 

Il mio sguardo, un occhio di bue puntato sull’asfalto

cosparso di pietruzze aguzze taglienti come vetro…

trappole nascoste ai sensi

nel nero, appiccicoso, inglobante, bollente bitume

brulicante di benefattori carnefici che a quel bivio attendono.

Dietro ogni ghigno e artiglio… stomaci voraci!

 

Se ti fermi… vedrai solo sorrisi e strette di mano.

 

Questa è la loro commedia ed è il tuo dramma!

L’ingresso è aperto a tutti e lo spettacolo ha inizio.

 

Ripongo la mia pelle sulla strada…

 

Domani, per la strada, ne indosserò una presa in prestito

presso quei flebili fuochi e darò loro voce

su di un canovaccio scritto da una moltitudine di mani.

 

Anna Grazia Zurlo                                                                                      15/01/2018

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