Poetica dell'Osservazione

(JUAN MIRÒ 'Donna con uccelli davanti al sole')

RIMBALZO

Nel cielo fulvo, densi arabeschi di luce s’intrecciano, si sfumano, scompaiono nel calar della sera.

A frotte, scompigliati stormi volteggiano come nuvole trasportate dal vento, mulinellano, si scompongono, si posano come soldati in riga.

Giù, sulla strada mille e più cuori incuranti, frettolosi, distanti...

Due luoghi, il cielo... la terra... elementi distinti facenti parte di un unico insieme.

Ma nessuno sembra accorgersene, una insormontabile, impalpabile barriera li divide ed il mio balcone, nel mezzo, un anello di congiunzione.

Passa una nuvola di nebbia, eterea mi avvolge e fugace si disperde.

Librarmi in cielo, ora, vorrei come passero o come aquila, non importa.

Volerei veloce, vento nei capelli, lacrime sul viso, freccia sul bersaglio, lì, in fondo, dove il cielo è più rosso... atterrerei come un sasso nelle piume.

Basterebbe che solo uno fra gli uomini, in quella folla di anime solitarie, sollevasse il capo per ritrovare il Peter Pan assopito.

Allora dieci, cento, mille sorrisi, imbrattati di nuvole di zucchero filato, come altalene spinte tra cielo e terra, avranno il dolce sapore di quella fanciullezza mai persa.

Anna Grazia Zurlo

21/01/2017

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