Poetica dell' Ispirazione

Zibaldone
(Un piccolo omaggio a tutti i grandi della letteratura)

Nuvole in ciel corron veloci,
danzando apron squarci di sole.

Divina aureola, come al sollevar di un sipario, m' illumina
e con me, il sentier che tortuoso e stretto
dalla pianura va in fin sul colle.

Spazia lo sguardo mio oltre la loggia!

Sola e pensosa vado, a rimirar del campo il verde, lì oltre la siepe.
Rimembro allor degli anni miei fulgenti,
il chicchiriar del gallo al primo sole,
ed il chiocciar della di lui compagna in su la mezza.

Scedea sull'aia ed allor,
il fresco svolazzar della farfal' sul fiore,
dell'acquilon nel blu spinto dal vento, facea venir la voglia!

Agili gambe di bimba correan veloci,
le braccia volte al cielo a trattener quel filo...

URRA! E' IN VOLO!

Urlavan felici,  squillanti voci di giovin donzelle
intente al mieter  quell'or sul campo, che del duro lavor
le loro man avea consunte. 

Ed oltre quella siepe andavo,
curiosa come volpe alla caccia!
Tutto di quel posto era uno svelar di un sogno
e favole inventavo, al gracidar del rospo in riva al fiume.

Nel mezzo del cammin mi soffermavo, a coglier dalla terra un filo d'erba
e dei capelli sciolti, morbido guancial facea maldestramente.
Solo allor ponea tra le mie labbra il verde filo,
stridente suon ne uscìa, nella tranquilla quiete della sera.

Al tramonto, il nitrir della cavalla storna eco facea,
al ritorno delle rondini sul tetto del rosso casolare di famiglia;
ed all'imbrunir, flebile luce potea veder da fuori la finestra
ed il crepitar del fuoco accoglieva il mio ritorno.

Quel palpito luminoso ancor ricordo
luce nel cielo e ali dentro il cor avevo!

Splendida sera velata d'ombre rosee, oggi racconta...

Spalanco la finestra, per meglio udir il canto della luna.
Pallida ispiratrice di mille e mille versi,
a te affido il ricordo di quei canti che
nel muover lento delle foglie,
sussurro ancor.

 

Anna Grazia Zurlo
27/11/2015

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